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BOSNIA (galleria di immagini)

PROGRAMMA DI INTERVENTI DI SVILUPPO A BRATUNAC

I SOGGETTI PROPONENTI:
• Associazione Cooperazione allo Sviluppo ONG - Padova
• Agronomi e Forestali Senza Frontiere ONLUS - Padova
• Associazione per la Pace – Gruppo di Padova e di Verona
• Forum Žena (Forum delle Donne) di Bratunac
• Cooperativa Insieme di Bratunac

• Unità Tecnica Locale di Sarajevo www.utlsarajevo.org


L’AREA D'INTERVENTO
 
Bratunac è un comune dell'entità serbo-bosniaca (Republika Srpska) situato lungo il versante ovest della valle del fiume Drina, nella Regione Nord-Est della Bosnia Erzegovina, ai confini con la Serbia.
Bratunac, situata a pochi chilometri da Srebrenica, è stata teatro di scontri tra musulmani e serbi: la popolazione musulmana ha subito il massacro dell’11 luglio 1995, quando le milizie serbo-bosniache si impadronirono di Srebrenica massacrando tutti i maschi di età compresa tra i 14 e i 60 anni.

LA SITUAZIONE ATTUALE
A causa dei conflitti, oltre il 60% della popolazione di Bratunac è costituita da donne (spesso sole o capofamiglia), e la presenza di anziani è molto forte; questi fattori influenzano in termini significativi le possibilità di sviluppo economico.
Tuttavia, il miglioramento della situazione politica ed economica del Paese si è tradotto, a partire dal 2003, nell'aumento delle richieste di rientro a Bratunac da parte dei profughi: si stima che i ritornati siano ormai pari al 35% della popolazione musulmana pre-guerra.
Anche se permangono situazioni di conflitto latente, come d'altronde in tutto il territorio dell'ex Jugoslavia, le elezioni dei "Consigli di Villaggio" nelle frazioni di Bratunac hanno visto fin dal 2003 la formazione di Consigli a composizione etnica mista, con un forte segnale verso il ristabilimento di un clima sociale positivo.

GLI OBIETTIVI
Dal 2002 a Bratunac si sta realizzando un programma di interventi molto complesso, che ha preso spunto dalla necessità di riattivare l'economia della zona per consentire alla popolazione, con particolare attenzione ai profughi rientrati, di godere di condizioni di vita migliori, anche per affrontare la complessa questione della riconciliazione interetnica.
L’obiettivo specifico è quello di riattivare l’economia rurale tramite il dialogo sociale e le buone pratiche agricole, con la creazione di un sistema micro-economico basato sulla coltivazione di piccoli frutti (lamponi e fragole).

I BENEFICIARI
• Soci della Cooperativa Insieme
• Famiglie costituite da donne sole e/o anziane
• I profughi rientrati

PERCHÉ I PICCOLI FRUTTI
Bratunac gode di un clima favorevole alla coltivazione dei piccoli frutti; il villaggio rientrava, fino al 1991, nella maggiore zona di produzione di piccoli frutti della Yugoslavia, che si sviluppava su entrambi i versanti della Drina, facendo capo ai centri di ricerca e di assistenza tecnica di Čačak e di Bijeljina. Circa il 90% della popolazione era legata, direttamente o indirettamente, alla produzione di lamponi, di varietà adatte alla surgelazione ed alla trasformazione (succhi di frutta, concentrati, coloranti, marmellate, sciroppi, gelatine, dolci, gelati…). Esiste quindi una conoscenza radicata delle tecniche di produzione, che costituisce un’ottima base di partenza per migliorare la gestione aziendale dal punto di vista tecnico ed economico.

COSA È GIÀ STATO FATTO
• raccolta fondi per fornire un primo aiuto di emergenza alle famiglie più bisognose;
costituzione della ZEMLJORADNICKA ZADRUGA INSIEME SA P.O. (Cooperativa Agricola Insieme), per rilanciare e sviluppare su basi di collaborazione la produzione di piccoli frutti nel Comune. È formata da donne e uomini, sia serbi sia musulmani; fondata nel 2003 da 10 soci, comprende adesso oltre 250 membri;
• introduzione di nuove varietà di lampone rifiorenti, di fragole, more e mirtilli, per diversificare la produzione ed allungare il periodo di raccolta;
• assistenza tecnica alle aziende agricole di Bratunac e dintorni;
• corsi di formazione in Italia per i tecnici della Cooperativa (nuove varietà, tecniche di coltivazione, sistemi di irrigazione, difesa delle colture, introduzione alle tecniche di agricoltura biologica, ruolo e funzionamento di una cooperativa, amministrazione di un’azienda agricola);
• corsi di formazione in loco per i soci della Cooperativa;
• costruzione di un vivaio aperto e di un vivaio serra per la produzione di piante madri di lamponi con garanzia di qualità e di sanità (capacità di produzione: almeno 120.000 piante/anno);
• costruzione di un impianto di surgelazione per piccoli frutti con una capacità di stoccaggio di 300 tonnellate;
• donazione di mezzi e macchinari necessari allo svolgimento dell'attività della Cooperativa e contribuzione alla retribuzione del personale.

Da un punto di vista sociale, la Cooperativa favorisce la convivenza tra le comunità bosniaco-musulmana e serbo-ortodossa nella zona di Bratunac e ha permesso di riavviare il dialogo tra i diversi gruppi etnici. Il nostro contributo in questo ambito è stato quello di favorire l'organizzazione di una rete di sostegno che coinvolge numerose realtà del terzo settore ed enti locali italiani; in quest'ottica sono stati proposti numerosi momenti d'incontro e conoscenza con associazioni e istituzioni italiane, tramite viaggi di turismo responsabile, missioni istituzionali, invio di stagisti e di consulenti tecnici, nonché la partecipazione dei rappresentanti della Cooperativa ad eventi pubblici in Italia.

PROSPETTIVE PER IL FUTURO
La priorità è il rimborso del debito che ha permesso la costruzione dell'impianto di surgelazione, ma si continua a pensare al futuro ed allo sviluppo di nuove attività, tra cui l'introduzione diffusa di impianti d'irrigazione, ma soprattutto la trasformazione in loco del prodotto per la produzione di marmellate, succhi e sciroppi.
Le tecniche agronomiche utilizzate sono inoltre compatibili con un futuro ottenimento della certificazione biologica.
Le risorse per il raggiungimento di questi obiettivi potranno venire in buona parte dalla commercializzazione dei prodotti, ma riteniamo ancora necessario continuare il sostegno alle aziende agricole e alla Cooperativa.
È importante, inoltre, proseguire il supporto alle fasce deboli della popolazione (soprattutto famiglie costituite da donne sole, scampate al massacro di Sebrenica, e di profughi rientrati) in maniera da garantire un livello minimo di autosostentamento, ed il successivo accesso alla Cooperativa.

COME CONTRIBUIRE
Per sostenere la “Cooperativa Insieme” è possibile effettuare un versamento con causale “progetto Bratunac” su:

Þ Conto corrente bancario n. 100007, cab 12101, abi 05018
intestato ad Associazione di Cooperazione allo Sviluppo,
c/o Banca Popolare Etica, piazza Insurrezione, Padova

Þ Conto corrente postale n. 12566352
intestato ad Associazione di Cooperazione allo Sviluppo,
via Bettella 2/ter - 35133 Padova

CONSERVATE LE RICEVUTE DEI VERSAMENTI:
POSSONO ESSERE DEDOTTE DALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI!
 

Parlano di noi... (articolo da Balcani Cooperazione)

 
...dicono che le montagne più alte vadano scalate a piccoli passi...